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    June 22

    Troppo tardi....

    ....Esattamente un anno fa ho conosciuto un ragazzo....inizialmente pensavo fosse una persona come tante altre....simpatica, divertente....invece no. Questa persona il 24 luglio mi invitò in piscina. Io, non so perchè, accettai. Me l'aveva chiesto in un modo a cui non potevo dire di no..."Saretta hai da fare??Verresti a farmi compagnia in piscina?". Saretta....non potevo rifiutare. Così ci andai....parlammo per ore di cose che non sto a spiegare, so solo che la sua bocca che pronunciava parole verso di me mi faceva un certo effetto; non so dire se positivo o negativo, ma era come se mi ipnotizzasse. Così entrammo più in confidenza...e verso la fine di quello splendido giorno mi abbracciò stretto e mi salutò con un bacio sulla guancia. Non significa niente potreste dire, ma quel gesto ha significato tanto. Accidenti, era il mio primo vero amico maschio.

    Due settimane dopo riandammo in piscina, ma non da soli, c'era tutta la compagnia. Compresa una persona a cui piacevo, o almeno, così credevo. A me lui non piaceva per niente, anche se era simpatico. LUI lo sapeva, così si divertì a farlo penare quel giorno, in modi che, non so come, convinsero anche me. Era veramente un bravissimo attore. Da quel pomeriggio, in cui nuovamente mi saluto con un abbracione da togliere il fiato, capì che forse mi ero innamorata. Ma il mondo quell'estate girava alla rovescia. Non mi era permesso amarlo, e anche il mio cervello cercava di impedirmelo. Le mie amiche erano convinte che anche lui provasse qualcosa per me, e alla fine mi avevano convinto un po', ma ciò non scusava il fatto che LUI era di un'altra, non sto a spiegare chi.

    Pochi giorni dopo, partii per le mie vacanze in Puglia. Di lui non ebbi più notizie.


    Tornai 2 giorni prima del so compleanno e l'altra mi invitò a casa sua per festeggiarlo. Ebbi un malore, uscii dalla stanza in cerca di un bicchiere d'acqua. Lui mi segui per "aiutarmi"; mentre eravamo alla ricerca di un bicchiere, lui mi disse:"Saretta, sei per caso arrabbiata con me??". Fino a quel momento avevo fatto la sostenuta; dovevo convincermi di non poter amarlo. Risposi:"No, perchè dovrei?". In quel momento, due braccia forti mi cinsero il collo da dietro, e la sua bocca sussurrò a mezzo centimetro dal mio orecchio:"Sei sicura?". E mentre lui mi accarezzava i capelli, feci lo sbaglio più grande della mia vita. "Certo, stai tranquillo"."Allora dammi un bacio", e mi porse la guancia. Io risposi alla richiesta, trattenendomi il più possibile da azioni di cui non vrei saputo rispondere. Tornammo di là. L'altra ci guardò, sorrise e disse:"Sa, tutto apposto?". Lui rispose per me:"Si, ora si. Non trovava i bicchieri". E si baciarono.

    Da allora, tra loro le cose cambiarono fino a quando, prima dell'inizio della scuola, lei lo lasciò. E lui soffrì. Immensamente. Non c'era attimo in cui non pensassi alla sofferenza che doveva provare. Provai a contattarlo, mi ringraziò dell'aiuto che gli stavo offrendo ma mi disse che voleva rimanere solo. Così non lo cercai più.

    Passò una settimana, lui non si fece sentire. Decisi di non infierire. Sabato sera uscii con tutti i miei cugini:andammo al cinema. Fine primo tempo."Simo, andiamo a prendere le patatine" dissi a mio fratello, che non se lo fece ripetere due volte. Presi due pacchetti di patatine e mi voltai per tornare in sala; ma il suo viso mi si parò davanti agli occhi. In un primo momento ero convinta fosse un'allucinazione, poi senti la sua voce eclamare "Saretta!!!" e il mio cuore perdere un colpo. Mi salutò con due baci e ordinai a mio fratello di rientrare in sala, non volevo mi vedesse conversare goffamente con LUI. Parlammo inizialmente del più e del meno, poi il discorso cadde inevitabilmente su di lei. Lo consolai. E' la cosa che mi riesce meglio. Inizialmente sembrò funzionare, così mi diressi verso la sala, quando la sua mano mi afferrò per il polso; mi tirò a sè e mi abbracciò...ma non era un abbraccio amichevole  come gli altri. Era molto di più. Appoggiò la sua testa sulla mia, mi accarezzò i capelli e me li baciò, e per un momento mi parve anche di sentire una lacrima sulla mia testa, ma lui non poteva piangere. Non per LEI. Ci staccammo e tornammo in sala, ognuno al proprio posto. A fine film ci rincontrammo, lui mi presentò il suo amico....cesso, ma tanto cesso. Poi, prima che scappassi come Cenerentola, mi prese per il polso, mi abbracciò nuovamente e mi salutò. I miei cugini mi guardarono male per tutto il viaggio di ritorno. Da quel giorno non lo rividi più.


    Fino a marzo. Un soleggiato venerdì pomeriggio. Uscivo da scuola, come tutti i venerdì, ma qualcosa era cambiato. La moto era lì, nei parcheggi riservati agli studenti, e lui era appoggiato ad una panchina, aspettando LEI. Non la lei di prima. Una nuova lei. Quando la vidi provai un disprezzo enorme per il mondo intero. Non perchè stesse insieme a lui, ma perchè io la immaginavo bellissima, quasi quanto lui. Invece era peggio di me...

    Il mondo è piccolo...l'amico cesso cesso fa il mio stesso corso di canto, con la mia stessa insegnante, nella mia stessa scuola. Buffo, vero? Eppure LUI non è mai venuto a vederlo.

    Dopo che si lasciarono, dissi alla vecchia lei della mia cotta. La prese piuttosto bene. I problemi cominciarono quando si rimisero assieme. Lei fece di tutto per farmi soffrire; mi raccontava tutto quello che facevano, mi parlava sempre di lui, mentre io cercavo solo di chiudere un capitolo che non avrei mai voluto aprire. Quando si lasciarono per la seconda volta, io ero finalmente felice, perchè mi ero presa la mia vendetta.

    Lei mi fece un altro sgarbo, come se non fosse bastato quello che la vita mi aveva appena fatto: disse in giro della mia cotta. Così un giorno suo cugino, in una conversazione di msn, mi chiese chiarimenti, e mi disse che era stata LEI a dirglielo. Mi infuriai, ero colma di rabbia, se l'avessi avuta davanti l'avrei uccisa. La chiamai urlando, le riattaccai il telefono in faccia due volte per non sentire le sue cazzate, ma lei mi richiamò per "spiegarmi bene"; ad un certo punto, rigirò il coltello nella piaga:"Guarda che lui aveva capito che tu gli facevi il filo ed è andato a vantarsi in giro!!". Le riattaccai nuovamente il telefono, ma non mi richiamò. Sapeva di aver vinto.

    Non so perchè, ma le credetti. Strappai tutto ciò che mi ricordava lui: le canzoni, le foto....persino la copia della canzone che lui aveva scritto per LEI. Non volevo più sentirlo nominare. Però, ad ogni venerdì che LUI si presentava a scuola, l'odio e la rabbia repressa si trasformavano in amore e commiserazione. L'ultimo venerdì dell'anno, mi accorsi che lo amavo ancora. Ma era troppo tardi.


    Questa che può sembrare reale in realtà è per la maggior parte frutto della mia fervida immaginazione.
    Ma una parte è vera.
    Non voglio essere incolpata da niente e da nessuno per quello che ho scritto.
    L'ho scritto perchè è da un anno che lo tengo dentro.
    E il mio cuore si stava inaridendo.
    Ora che ho detto tutto quello che avevo da dire,
    posso ricominciare ad
    amare.

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